I leoni marini lasciano le Galapagos

8 febbraio 2010
CONOSCERE | Ambiente | Articolo


ROMA - E' appena finito il 2009, anno del bicentenario della nascita di Charles Darwin, e una notizia preoccupante arriva proprio dalle isole Galapagos sul cui studio il naturalista inglese fondò in parte la sua teoria dell'evoluzione che è tutt'ora alle basi della scienza. Secondo l'Organización científica para conservación de animales acuaticos, i leoni marini starebbero lasciando le Galapagos, ma non perché le isole siano diventate meno abitabili, ma perché anche nel Perù settentrionale le acque sono diventate più calde. Le Galapagos sono un parco nazionale dal 1959 e una riserva marina dal 1986 e hanno una specie caratteristica di leone marino, Zalophus wollebaeki: questo pinnipede finora viveva regolarmente solo su tutte le isole dell'arcipelago, anche se era stato visto in vari luoghi della costa occidentale del Sudamerica. Adesso nelle acque di Piura, nel nord del Perù, la temperatura media è aumentata, secondo l'Orca, da 17 a 23 gradi centigradi, e così i leoni marini hanno formato una vera e propria colonia. La temperatura sulla costa del Perù al confine con l'Ecuador, infatti, è ora vicina a quella caratteristica delle acque dell'arcipelago, intorno ai 25 gradi nella stagione calda (e di poco più bassa nelle altre), che va da dicembre a maggio trattandosi dell'emisfero australe. Che però il riscaldamento globale sia responsabile anche di una migrazione senza precedenti dei leoni marini, per i quali le circa seicento miglia dalle Galapagos alla costa peruviana non sono moltissime, non è automaticamente dimostrato. Le isole, inoltre, si trovano in un'area ricca di correnti marine, calde e fredde, e c'è l'effetto del cosiddetto "El Nino", fenomeno periodico di riscaldamento del mare caratteristico dell'oceano Pacifico e che si sta verificando anche tra il 2009 e il 2010.